Cos’è la Cooperativa
L’art. 45 della Carta Costituzionale italiana riconosce la funzione sociale della cooperazione, in relazione al suo carattere mutualistico ed all’assenza di finalità speculative.
Una Cooperativa è un’associazione di persone, che si riuniscono per il raggiungimento e il soddisfacimento di un bisogno comune. Una Cooperativa, dunque, non la si fa da soli, ma in compagnia di altre persone con le quali si condivide un bisogno, un’esigenza, un obiettivo. È una precisa scelta di campo. I bisogni dell’uomo e la solidarietà al centro dell’interesse. La generazione di un utile economico come una condizione operativa da rispettare, per essere efficienti e garantire la crescita sociale ed economica dei soci. La cooperativa non è dunque un semplice fenomeno economico. Pur essendo infatti rilevante, al pari che in qualsiasi altra impresa, l’aspetto economico-finanziario, l’attività di una Cooperativa va a toccare, in modo non marginale anche la sfera del sociale e quella culturale. La Cooperativa è dunque un’impresa nella quale la persona - socio riveste un’importanza ed una centralità tali da farla decisamente prevalere sull’elemento economico.
Alla base della Cooperativa sta infatti la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, operatori culturali, o altro, per i quali la gestione comune dell’impresa diviene uno strumento per non trovarsi in uno stato di inferiorità nei confronti di chi detiene una posizione di forza sul mercato. Prima di ogni altra cosa è bene sottolineare alcuni requisiti essenziali che costituiscono condizioni imprescindibili affinché si possa parlare di vera e autentica società Cooperativa:
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l’assoluta democrazia nella gestione dell’impresa secondo il principio: “un socio-un voto”:
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il fine esclusivamente mutualistico. Il concetto di mutualità è la caratteristica principale di una impresa Cooperativa. Crescere insieme, auto-aiuto, ogni socio protagonista del proprio lavoro.
Le cooperative sono, in base alla definizione data dall'art. 2511 c.c., società a capitale variabile con scopo mutualistico. Esse rientrano a tutti gli effetti tra le società di capitali, con le quali hanno in comune, in primis, il concetto di responsabilità limitata dei soci ("...per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio"). Estremamente vari e differenziati sono i settori d’attività e i modi di presenza di una impresa Cooperativa.
Si ha una impresa cooperativa quando un gruppo di soggetti (minimo 9, o 3 in caso di sole persone fisiche), in qualità di utenti, consumatori, agricoltori, lavoratori, etc..., si uniscono per soddisfare un bisogno comune. È importante, come abbiamo già sottolineato, capire che non si tratta esclusivamente di una semplice entità economica: l'aspetto economico-finanziario ha, infatti, la sua importanza, ma l'attività di una cooperativa va a toccare, contemporaneamente, anche la sfera socio-assistenziale, quella etica, quella lavorativa e, non ultima, quella culturale.
La cooperativa si differenzia dalle altre imprese cosiddette capitalistiche, o for profit, per uno scopo ed un metodo particolare: lo scopo mutualistico, è quello di agevolare i singoli soci attraverso l'erogazione di condizioni migliori rispetto a quelle che potrebbero ottenere sul mercato in termini di costi dei beni, qualità dei servizi e occasioni di lavoro; il metodo utilizzato consiste, invece, nell'esercizio collettivo dell'impresa, nella creazione, cioè, di un aggregato organizzato di persone che ruota intorno ad un progetto imprenditoriale comune, e che permette all'impresa stessa di instaurare un forte legame con il territorio di appartenenza e di non trovarsi in posizione di inferiorità nei confronti di chi, grandi gruppi in primis, detiene posizioni di forza sul mercato.
Naturalmente, affinché si possa parlare di una "autentica cooperazione", dovranno essere tenute presenti alcune linee guida essenziali, condizioni necessarie che stanno alla base dello stesso metodo cooperativo e che trovano massima espressione nei "Principi Internazionali della Cooperazione" (contenuti nella Dichiarazione di Identità Cooperativa approvata al congresso di Manchester nel 1995):
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Adesione libera e volontaria: le cooperative sono organizzazioni volontarie, aperte a tutte le persone in grado di utilizzare i servizi offerti e che ne accettano le responsabilità derivanti dall'appartenenza, senza discriminazioni sessuali, sociali, razziali, politiche o religiose (Principio della porta aperta).
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Controllo democratico da parte dei soci: le cooperative sono organizzazioni democratiche controllate dai propri soci i quali partecipano attivamente alla definizione delle politiche ed all'assunzione delle relative decisioni. Le donne e gli uomini eletti come rappresentanti sono responsabili nei confronti dei soci i quali hanno uguale diritto di voto
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Partecipazione economica dei soci: i soci contribuiscono equamente al capitale delle proprie cooperative e lo controllano democraticamente. Almeno una parte di questo capitale è di norma di proprietà comune della cooperativa. I soci percepiscono generalmente una remunerazione limitata sul capitale sottoscritto quale condizione per la loro adesione. Essi destinano gli utili ad alcuni o a tutti i seguenti scopi:
- sviluppo della propria cooperativa (attraverso la costituzione di riserve indivisibili);
- erogazione di benefici ai soci in proporzione all'attività intrattenuta con la cooperativa (ristorni);
- sostegno di altre attività approvate dalla base sociale.
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Autonomia ed indipendenza: le cooperative sono organizzazioni autonome, autosufficienti, controllate dai propri soci. La sottoscrizione di accordi con altre organizzazioni (inclusi i governi) o la ricerca di capitali da fonti esterne, deve essere fatta in maniera da garantire il controllo democratico da parte dei soci e salvaguardando l'indipendenza della cooperativa stessa
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Educazione, formazione e informazione: le cooperative si impegnano per l'educazione e la formazione dei soci, dei rappresentanti eletti, dei dirigenti del personale dipendente affinchè essi siano in grado di contribuire in maniera efficace allo sviluppo della propria cooperativa. Le cooperative debbono informare l'opinione pubblica, in modo particolare i giovani e gli opinionisti, circa la natura ed i vantaggi della cooperazione.
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Cooperazione tra cooperative: per realizzare un'attività che arrechi massima soddisfazione ai propri soci e per rafforzare il movimento cooperativo, le cooperative collaborano tra di esse attraverso strutture locali, regionali, nazionali e internazionali.
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Impegno verso la collettività: le cooperative contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle proprie comunità attraverso le politiche approvate dai propri soci.
Storia delle cooperative
Le cooperative vengono da lontano: la loro storia inizia infatti “ufficialmente” 161 anni fa, quando a Rochdale, nei pressi di Manchester, in Inghilterra, sotto la spinta delle tensioni innescate dalla rivoluzione industriale, un gruppo di tessitori guidati da Charles Howart, nell’intento di trovare una risposta alle loro difficoltà economiche dette vita alla “Società dei Probi Pionieri”, passata alla storia come la prima cooperativa di consumo e tuttora esistente. L’esperimento, riuscito, a differenza di altri simili tentati in precedenza, deve il suo successo soprattutto all’idea, rivelatasi vincente, di “fidelizzare” i soci attraverso il meccanismo della ripartizione degli utili in proporzione agli acquisti, ossia al numero delle operazioni effettuate con la Società.
Era il 1844 e, da allora, la cooperazione, nelle varie forme, ha preso piede e si è diffusa in tutto il mondo, divenendo un fenomeno che oggi riguarda milioni di persone che, attraverso di essa hanno cercato e trovato una risposta valida alle proprie esigenze di vita, di lavoro e di autorealizzazione.